Ghana

REFERENTI PER L'ADOZIONE


Central Adoption Authority (CAA)
Ministry of Gender, Children and Social Protection
Department of Social Development
Office Box MB. 230
Accra
E-mail: dsd.adoption@gmail.com
Website: http://mogcsp.gov.gh/

Ambasciata d’Italia in Ghana
Jawaharlal Nehru Road Cantonments - P.O. Box CT885
Accra
Tel: + 233 0302 775621/2
E-mail: ambasciata.accra@esteri.it
Website: https://ambaccra.esteri.it/ambasciata_accra/it

Ambasciata del Ghana in Italia
Via Ostriana, 4
00199, Roma
Tel: +39 06 86217191, + 39 06 86219307
Fax: +39 06 86325762
E-mail: info@ghanaembassy.it , rome@mfa.gov.gh , consular@ghanaembassy.it
Website: http://ghanaembassy.it/


NORMATIVE E PROCEDURE

Ratifica/Accessione alla Convenzione de L’Aja:
Il Paese ha ratificato la Convenzione de L’Aja n.33 del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale il 16 settembre 2016 e il 1° gennaio 2017 è entrata in vigore. La Grecia e la Spagna hanno sollevato obiezioni all’adesione ai sensi dell’art. 44, pertanto la Convenzione non è entrata in vigore tra il Ghana e detti Paesi.

Normativa di riferimento
• Costituzione della Repubblica del Ghana, 1992;
• Children’s Act 1998 (Act 560);
• Juvenile Justice Act 2003 (Act 653);
• Children’s (Amendment) Act 2016 (Act 937).

Requisiti degli adottanti*
• coppie eterosessuali sposate con o senza figli. Una persona singola può adottare solo se è un cittadino del Ghana;
• i coniugi devono avere almeno venticinque anni (ventuno se uno dei due ha rapporti di parentela con il minore adottando);
• tra l’età degli aspiranti genitori adottivi e quella del minore devono esservi almeno 21 anni di differenza;
• gli aspiranti genitori adottivi devono avere un impiego retribuito;
• gli aspiranti genitori adottivi devono godere di buona salute mentale. Il Dipartimento per lo sviluppo sociale richiede altresì che essi si sottopongano a un esame medico nel corso della procedura preliminare della domanda di adozione e che diano prova della loro capacità di prendersi cura di un minore che può avere estrazione sociale e culturale diversa dalla loro, che può aver subito traumi a causa di decessi familiari, istituzionalizzazione, negligenza, etc..

* Si tratta dei requisiti previsti dalla normativa del Ghana che sono validi per le coppie adottive italiane solo qualora non contrastino con i requisiti previsti dalla normativa italiana.


Requisiti dell’adottando
sono adottabili i minori per i quali le autorità abbiano stabilito che non è possibile una sistemazione alternativa all’interno del Paese e che l’adozione internazionale si presenti come la soluzione rispondente al loro superiore interesse. In particolare, sono dichiarati tali i minori (almeno uno dei criteri seguenti è richiesto):

◦ privi di legami familiari conosciuti;
◦ senza una famiglia alternativa disponibile o in grado di averne cura;
◦ la cui famiglia biologica non è disposta di prendersene cura;
◦ i cui genitori sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale dal Tribunale per ragioni di abuso o negligenza.
• nel caso in cui non siano noti i familiari del minore, dovranno essere compiuti adeguati sforzi dalle autorità per rintracciarli. Dopo tre mesi di inutili ricerche, il minore può essere dichiarato adottabile dal Dipartimento per lo sviluppo sociale.
• nei casi in cui la famiglia non è disposta o è incapace di prendersi cura del minore, i genitori biologici devono rinunciare ai loro diritti genitoriali in base a quanto previsto dalla legge ghanese. Il Dipartimento per lo sviluppo sociale fornisce loro consulenze e indicazioni sulle implicazioni della decisione di abbandono; se questi decidono comunque di proseguire con l’abbandono, devono rendere una dichiarazione giurata dalla quale risulti il loro consenso all’adozione del figlio. In ogni caso, i genitori naturali possono revocare la loro decisione, finché non si sia conclusa la procedura di adozione. In tali casi, Dipartimento per lo sviluppo sociale e il Tribunale annullano il provvedimento di adottabilità e/o di collocamento adottivo del minore.
• una donna incinta può notificare al Dipartimento per lo Sviluppo Sociale di avere una gravidanza indesiderata, chiedendo di dare il minore in adozione dopo il parto. La madre naturale ha diritto di cambiare idea dopo il parto, ma se decide di abbandonare il minore deve fornirne il consenso formale a un notaio.
• il Dipartimento per lo sviluppo sociale compie ogni sforzo affinché gruppi di fratelli siano adottati insieme, scoraggiandone la divisione se non in presenza di particolari circostanze.
• il Dipartimento per lo sviluppo sociale stabilisce se i minori con bisogni speciali o con problemi di salute sono adottabili.

Step della procedura per le coppie adottive italiane
1. La coppia dà l’incarico di avviare la procedura di adozione internazionale ad un ente autorizzato, il quale trasmette il fascicolo all’Autorità centrale ghanese;
2. alla coppia viene sottoposta la proposta di abbinamento con un minore e se accetta l’ente trasmette la decisione all’Autorità ghanese;
3. prima della decisione definitiva sull’adozione è previsto un periodo di affidamento pre-adottivo di tre mesi del minore; il Tribunale può, tuttavia, derogare a questa regola, se ciò risulta corrispondere al miglior interesse del minore e in presenza di minori con bisogni speciali o con problemi di salute;
4. il Tribunale pronuncia la sentenza di adozione e, trascorsi i termini per l’impugnazione, la coppia ottiene un nuovo certificato di nascita del minore che li indica come suoi genitori;
5. l’ente autorizzato segue la fase della post-adozione e trasmette in Ghana le relazioni concernenti l’integrazione del minore, che devono essere redatte con cadenza semestrale i primi due anni ed annuale nei successivi tre anni.

In merito alla lista dei documenti richiesti, rivolgersi all’Ente Autorizzato. 


Procedura
Il Dipartimento dello sviluppo sociale determina se un minore è idoneo per l’adozione ai sensi della legge ghanese, mentre il Comitato tecnico della CAA è responsabile del collocamento dei minori per l’adozione (Sezioni 86L e 86ZF).
Il fascicolo degli aspiranti genitori adottivi viene inviato, per il tramite di un ente autorizzato accreditato, all’Autorità centrale ghanese. Se gli aspiranti genitori adottivi sono ritenuti idonei ad adottare, l’Autorità centrale invia loro una proposta di abbinamento con un minore, individuato sulla base del loro fascicolo e dei bisogni del minore stesso. L’Autorità fornisce inoltre una relazione di base e altre informazioni sul minore, se disponibili, per aiutare gli aspiranti genitori adottivi a decidere se accettare la proposta. La decisione degli aspiranti genitori adottivi viene inoltrata all’Autorità ghanese dall’ente autorizzato.
Gli aspiranti genitori adottivi devono presentare la loro domanda di adozione innanzi al Tribunale che ha giurisdizione sul luogo in cui risiede il minore.
Il Dipartimento regionale degli affari sociali è responsabile della redazione di una relazione di indagine sociale per l’udienza in Tribunale.
Prima della decisione definitiva sull’adozione è previsto un periodo di affidamento pre-adottivo di tre mesi. Il Tribunale che ha in carico la procedura di adozione può disporre che tale periodo non si tenga, se ciò risulta corrispondere al miglior interesse del minore. La regola dell’affidamento pre-adottivo può essere inoltre derogata in presenza di minori con bisogni speciali o con problemi di salute, in particolare se è necessario un intervento medico immediato.
Dopo la decisione del Tribunale sull’adozione, il Dipartimento dello sviluppo sociale rilascia una lettera che autorizza l’Ufficio del Registro delle nascite e decessi a rilasciare al minore un nuovo certificato di nascita, che riporti i nominativi dei genitori adottanti. In seguito, deve esser chiesto il passaporto del minore al Ministero per gli affari esteri e l’integrazione regionale.
Nella fase post-adozione è previsto che gli aspiranti genitori adottivi inviino all’Autorità ghanese una relazione sul minore adottato, a cadenza semestrale i primi due anni e annuale nei successivi tre anni.


Altri documenti

UN, Committee on the Rights of the Child, Consideration of reports submitted by States parties under article 44 of the Convention: Convention on the Rights of the Child: consolidated 3rd to 5th periodic reports of States parties due in 2011, Ghana, CRC/C/GHA/3-5, 6 august 2014

130. Il Dipartimento per la previdenza sociale è responsabile dell’adozione in Ghana. Rapporti del Dipartimento indicano che non ci sono state modifiche alle procedure che coinvolgono un minore collocato in adozione dall’ultimo periodo di segnalazione. Le leggi e le procedure applicabili sulla base delle quali viene determinata l’adozione, sono ancora quelle fondate sul Children’s Act sezione 65-86 relativo alle norme sull’adozione.
131. Anche se amministrativamente, le stesse norme e procedure riportate nel rapporto precedente si applicano ancora nelle questioni di adozione, il principio dell’interesse superiore del minore è sempre assicurato in tutte le procedure e il minore è attivamente coinvolto nella procedura di adozione. Il minore viene ascoltato e gli viene spiegata l’intera procedura nella sua lingua tenuto conto della sua capacità di comprensione.
132. Il Dipartimento degli affari sociali ha un’unità di adozione in tutte le regioni e tra il 2005 e il 2010, le unità hanno trattato 1.944 casi di adozione come indicato in tabella 6.1.
(...)
133. Anche se il Comitato ha riconosciuto che il Children’s Act ha disposizioni in merito all’adozione nazionale, ha sollevato preoccupazione per la mancanza di adeguati meccanismi per l’adozione internazionale. Il Comitato ha raccomandato al Ghana di ratificare la Convenzione de L’Aja del 1993 n. 33 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale. Il memorandum di gabinetto per la ratifica della Convenzione è stato trasmesso dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale al Gabinetto per l’approvazione.

UN, Committee on the Rights of the Child, Concluding observations on the combined third to fifth periodic reports of Ghana, CRC/C/GHA/CO/3-5, 9 june 2015

45. Il Comitato prende atto della stesura di nuove norme nazionali in materia di adozione. Tuttavia, il Comitato è preoccupato per:
(a) Il fatto che le pratiche di adozione nello Stato membro mancano di adeguati meccanismi di supervisione e monitoraggio, rendendo inadeguata l'attuale legislazione sull'adozione;
(b) Nonostante alcuni effetti positivi, il proseguimento di una moratoria sull'adozione (nazionale e internazionale) nello Stato dal 2013 contribuisce alla permanenza prolungata di minori negli istituti e all'adozione illegale;
(c) La mancanza di un'Autorità centrale per l'adozione incaricata, tra l'altro, della compilazione di una banca dati nazionale dei minori adottabili e, gli effetti negativi del decentramento delle decisioni giudiziarie sull'adozione internazionale tra tribunali ordinari e superiori;
d) La pratica di alcuni orfanotrofi e strutture presumibilmente operanti come “agenzie di adozione illegali”.
46. Il Comitato raccomanda allo Stato di:
a) Accelerare la messa a punto e l'adozione di norme in materia di adozione e della modifica del Children’s Act;
(b) Riesaminare e valutare l'impatto sui minori e le conseguenze dell'attuazione della moratoria che sospende temporaneamente tutte le adozioni nello Stato parte (nazionale e internazionale) da marzo 2013;
(c) Istituire un'Autorità centrale per l'adozione e la centralizzazione delle decisioni di adozione internazionale attraverso il Tribunale, fornendo un monitoraggio adeguato per l'adozione nello Stato Parte;
(d) Accelerare la ratifica della Convenzione de L’Aja del 1993 n. 33 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.


 


Link ed allegati