Nigeria

Referenti per l'adozione
Autorità competente per le adozioni internazionali
Non avendo ratificato la Convenzione de L’Aja, non esiste formalmente in Nigeria un’apposita Autorità centrale.

Ambasciata d’Italia in Nigeria
European Union Crescent, CBD, Garki
Abuja
Tel: +23 49460297/1
E-mail: consolare.abuja@esteri.it
PEC: amb.abuja@cert.esteri.it
Website: https://ambabuja.esteri.it

Ambasciata della Nigeria in Italia
Via Orazio, 14 - 18
00193, Roma
Tel: + 39 351 1195326
Fax: + 39 06 68393264
E-mail: chancery@nigerianrome.org
Website: http://www.nigerianrome.org/

Enti autorizzati operativi
Ricerca dell’ente autorizzato operativo in Nigeria.

Normative e procedure
Ratifica/Accessione alla Convenzione de L’Aja:
Il Paese non è parte della Convenzione de L’Aja n.33 del 29 maggio 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.

Normativa di riferimento

  • African charter on the rights and welfare of the child, entrata in vigore il 29 novembre 1999;
  • Child’s Rights Act, 2003.

Requisiti degli adottanti*
Il Child’s Rights Act (CRA in seguito) non ammette l’adozione internazionale, poiché prevede, all’art. 131, il possesso della cittadinanza nigeriana tra i requisiti degli aspiranti genitori adottivi. Tale limite è previsto a livello federale e non si applica nello Stato del Lagos, dove il Ministero degli affari sociali, oggi denominato Ministero della gioventù e dello sviluppo sociale, ha dichiarato, nell’aprile 2016, che tale requisito non sarebbe più stato applicato. La Divisione della famiglia dell’Alta Corte dello Stato del Lagos ha confermato che la Corte può disporre una deroga, se l’adozione risponde al superiore interesse del minore.
Secondo il sito del Dipartimento di Stato USA anche nello Stato di Ogun viene fatta eccezione al requisito della cittadinanza previsto dal CRA e vengono quindi autorizzati all’adozione anche cittadini stranieri.
Il CRA, all’art.129, prevede che possano fare domanda di adozione:

  • due coniugi congiuntamente, uno dei quali abbia più di venticinque anni e sia almeno di ventuno anni più vecchio del minore da adottare;
  • persone singole che abbiano compiuto trentacinque anni, siano esse celibi, nubili, divorziate o vedove (in questo caso è ammessa solo l’adozione di un minore dello stesso sesso dell’aspirante genitore adottivo, salvo casi eccezionali).

Non sono posti requisiti di reddito per l’adozione internazionale.
Non possono fare richiesta di adozione:

  • persone conviventi;
  • coppie sposate omosessuali.

* Si tratta dei requisiti previsti dalla normativa della Nigeria, che sono validi per le coppie adottive italiane solo qualora non contrastino con i requisiti previsti dalla normativa italiana.

Requisiti dell’adottando
In base al CRA, art. 128, possono essere adottati i minori:

  • i cui genitori o tutori abbiano acconsentito all’adozione;
  • abbandonati, abusati o maltrattati, per i quali vi siano motivi convincenti per ritenere che l’adozione sia nel loro interesse.

I minori proposti per l’adozione internazionale hanno meno di 17 anni; generalmente hanno più di tre anni, poiché quelli più piccoli vengono affidati prioritariamente agli adottanti nigeriani.

Step della procedura per le coppie adottive italiane

  1. La coppia dà l’incarico di avviare la procedura di adozione internazionale ad un ente autorizzato, il quale trasmette una richiesta preventiva di adozione al Ministero della gioventù e dello sviluppo sociale dello Stato del Lagos;
  2. alla coppia viene sottoposta la proposta di abbinamento con un minore e, se accetta, la procedura prosegue davanti al Tribunale;
  3. la coppia si reca in Nigeria, dove risiede con il minore fino alla fine della procedura;
  4. la Corte pronuncia l’adozione e, ottenuto un nuovo certificato di nascita e il passaporto del minore, la famiglia può lasciare il Paese.

In merito alla lista dei documenti richiesti, rivolgersi all’Ente Autorizzato.


Procedura
Si segnala che la procedura che segue è valida, secondo quanto precisato sopra, per lo Stato del Lagos. Si avvisa che gli adempimenti burocratici necessari per l’adozione sono molti e possono richiedere molto tempo. Gli aspiranti genitori adottivi possono avvalersi, per maggiore chiarezza in merito alle procedure, di un avvocato nigeriano.
Gli aspiranti genitori adottivi fanno domanda di adozione tramite ente autorizzato in Italia, il quale presenta una richiesta preventiva al Ministero della gioventù e dello sviluppo sociale, sotto forma di una lettera motivata accompagnata dal fascicolo contenente i documenti necessari. La domanda viene esaminata da un commissario che, in caso di accordo, propone un minore alla famiglia e richiede il fascicolo completo degli aspiranti genitori adottivi.
Un assistente sociale redige una relazione sull’adottabilità del minore e la sottopone al Tribunale, che nomina per lui un curatore che lo rappresenta durante il procedimento. Il curatore esamina tutte le circostanze rilevanti per l’adozione e trasmette un resoconto scritto confidenziale al Tribunale. Gli aspiranti genitori adottivi devono manifestare la loro intenzione di adottare il minore al Capo funzionario dell’ufficio degli affari sociali almeno tre mesi prima che il Tribunale si pronunci sull’adozione.
Durante il periodo intercorrente tra la comunicazione della volontà di adozione e la decisione del Tribunale, gli aspiranti genitori adottivi devono risiedere in Nigeria e il minore viene dato loro in custodia. Il curatore dell’adozione visita più volte la casa nella quale risiedono gli aspiranti genitori adottivi con il minore.
La decisione del Tribunale sull’adozione è revocabile e, se non è impugnata, determina l’interruzione del vincolo di parentela tra il minore e la famiglia d’origine e la creazione di un rapporto di filiazione tra il minore e la famiglia adottiva. In seguito, viene rilasciato un nuovo certificato di nascita del minore con i nominativi dei genitori adottivi e, ottenuto il passaporto del minore e le autorizzazioni necessarie, è possibile lasciare il Paese.
Non risultano adempimenti da svolgere nella fase post-adozione secondo la normativa nigeriana.

Altri documenti

UN, Committee on the Rights of the Child, Consideration of Reports Submitted by States Parties under Article 44 of the Convention, Concluding observations: Nigeria, CRC/C/NGA/CO/3-4, 21 june 2010

Il Comitato deplora la mancanza di informazioni fornite dallo Stato Parte sulla pratica e i numeri delle adozioni nazionali e internazionali dei minori. Il Comitato rimane preoccupato per le informazioni ricevute e, come espresso nel secondo rapporto periodico dello Stato Parte (CRC/C/70/Add.24, paragrafo 97), che la mancata adozione di una legislazione uniforme abbia creato un sistema di abuso. Pur osservando che lo Stato Parte non consente l’adozione internazionale, il Comitato è preoccupato che la pratica rimanga non regolamentata e sia in aumento. Il Comitato esprime anche serie preoccupazioni riguardo alle segnalazioni di “baby farm” in cui i minori vengono venduti ad aspiranti genitori adottivi, che a loro volta li vendono a scopo di lucro.
53. Il Comitato raccomanda allo Stato Parte di fornire ulteriori informazioni sull’attuazione dell’articolo 21 della Convenzione nella sua prossima relazione periodica. Lo Stato Parte è fortemente incoraggiato ad armonizzare le leggi nazionali sull’adozione nazionale con la legge sui diritti dell’infanzia e ad assicurare la loro conformità alla Convenzione, inclusa la kafalah. Pur ricordando che l’adozione internazionale è una misura di ultima istanza per i minori senza famiglia, lo Stato Parte è sollecitato a:
a) Ratificare la Convenzione de L’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale;
(b) Continuare i suoi sforzi per sradicare l’esistenza di “baby farm”, anche concludendo il suo esercizio di mappatura sulle “baby farm” stesse, assicurando il rilascio e il salvataggio dei minori vittime di questa pratica e indagando e perseguendo i responsabili.

UN, Committee on the Rights of the Child, Consideration of reports submitted by States parties under article 44 of the Convention, Third and fourth periodic report of States parties due in 2008, Nigeria, CRC/C/NGA/3-4, 5 january 2009

5.5.1 Minori coinvolti nell’adozione internazionale
L’adozione internazionale è vietata in Nigeria. Le leggi sull’adozione dei vari Stati prevedono che le persone che adottano o che prendono in affidamento un minore dovrebbero provenire dalla comunità o dalla località in cui risiede il minore. Pertanto un minore nigeriano non può essere validamente adottato fuori dal Paese. La sezione 116 del Child’s Rights Act del 2003 vieta la presa in carico o il trasferimento di un minore che si trova in affidamento fuori dalla Nigeria. La Nigeria non ha ratificato la Convenzione sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale adottata nel 1993 a L’Aja. La Nigeria non ha alcun meccanismo per monitorare il benessere dei minori nigeriani soggetti all’adozione internazionale.


Link ed allegati