Bolivia

Questa scheda Paese è stata aggiornata al 26/08/2020

La Bolivia ha ratificato la Convenzione de L’Aja n.33 del 29 maggio 1993 il 12 marzo 2002 e il 1° luglio 2002 è entrata in vigore

Referenti per l’adozione internazionale

Autorità Centrale

Viceministerio de Igualdad de Oportunidades (VIO) (Viceministero delle pari opportunità)
Ministerio de Justicia y Transparencia Institucional (Ministero della giustizia e della trasparenza istituzionale)

Avenida 16 de julio n. 1769

La Paz

e-mail minjusticia@justicia.gob.bo
sito web www.justicia.gob.bo

Ambasciata della Bolivia in Italia

Ambasciata d’Italia in Bolivia

Compiti e funzioni dell’Autorità Centrale

  • Gestisce le procedure di adozione internazionale e presta assistenza tecnica ai soggetti coinvolti nella procedura;

  • Monitora la corretta applicazione della normativa in materia di adozione internazionale;

  • Cura la cooperazione con le altre Autorità centrali;

  • Accredita gli enti stranieri che operano nel campo delle adozioni internazionali;

  • Cura la conservazione della documentazione delle procedure di adozione internazionale.

Procedura adottiva

Per maggiori informazioni sulla procedura prevista dalla normativa italiana: e-tutorial sull'adozione internazionale CAI

Requisiti delle coppie adottanti

Si tratta dei requisiti previsti dalla normativa locale che sono validi per le coppie adottive italiane solo qualora non contrastino con i requisiti previsti dalla normativa italiana.

  • persone singole, coppie sposate o conviventi (art. 84 del Codice);

  • età superiore a 25 anni (art. 84 del Codice);

  • in caso di coppia, uno dei due deve avere meno di 55 anni (art. 84 del Codice);

  • differenza di età con il minore di almeno 18 anni (art. 84 del Codice);

  • buona salute fisica e mentale (art. 84 del Codice);

  • mancanza di precedenti penali per reati dolosi (art. 84 del Codice).

Requisiti dei minori adottandi

  • orfani;

  • minori i cui genitori sono stati dichiarati decaduti dalla responsabilità genitoriale (art. 85 del Codice), ovvero hanno rinunciato alla responsabilità genitoriale per acconsentire all’adozione, sono stati condannati per la commissione di reati contro minori, per infanticidio o femminicidio o sono stati dichiarati giudizialmente interdetti (art. 47 del Codice).

Ulteriori elementi rilevanti secondo la normativa boliviana:

  • è data priorità all’adozione di minori con più di 4 anni, di gruppi di fratelli, di minori con disabilità o che necessitano di interventi o trattamenti medici che non comportano gravi rischi per la salute (art. 89 del Codice);

  • i genitori del minore devono rendere il loro consenso scritto all’adozione davanti al giudice pubblico per l’infanzia e l’adolescenza (art. 48 del Codice).

Passaggi della procedura

  • la coppia conferisce l’incarico di avviare la procedura di adozione internazionale a un ente autorizzato, che trasmette il fascicolo della coppia al VIO (art. 101 del Codice);

  • il VIO valuta il fascicolo della coppia e, se incompleto, chiede le integrazioni necessarie (art, 256 del Codice);

  • entro tre giorni dal ricevimento della documentazione, il VIO rilascia il certificato di idoneità all’adozione della coppia e la informa sul distretto o sui distretti giudiziari in cui risiedono minori adottabili in situazione di compatibilità secondo i dati del Registro Unico delle Adozioni Nazionali e Internazionali (art. 256 del Codice);

  • la coppia presenta il certificato di idoneità e la documentazione allegata alla domanda di adozione internazionale al Garante per l’infanzia e l’adolescenza competente nel distretto individuato (art. 256 del Codice);

  • il Garante, verificati i requisiti, entro tre giorni trasmette la documentazione ricevuta al giudice pubblico per l’infanzia e l’adolescenza (di seguito solo giudice) (art. 256 del Codice);

  • il giudice verifica l’ammissibilità della domanda, si occupa dell’abbinamento e trasmette al VIO la documentazione relativa al minore, perché emetta il certificato di adottabilità (artt. 251 e 256 del Codice);

  • il VIO, tramite l’ente autorizzato, invia alla coppia le informazioni riguardanti il minore e il provvedimento di pre-assegnazione del minore emesso dal giudice (art. 251 del Codice);

  • il VIO riceve la decisione della coppia sull’abbinamento e l’autorizzazione alla prosecuzione della procedura da parte dell’Autorità centrale del Paese di accoglienza e, emessa a sua volta l’autorizzazione, la trasmette al giudice insieme alla documentazione ricevuta (art. 256 del Codice);

  • il giudice emette il provvedimento di assegnazione giudiziale del minore alla coppia e autorizza la coppia a incontrare e frequentare il minore per un periodo di tre giorni consecutivi, ordinando alla struttura di accoglienza del minore di inviare una relazione conclusiva alla scadenza del periodo (art. 251 del Codice);

  • se la relazione ha carattere positivo, viene fissata l’udienza per l’affidamento pre-adottivo, che deve tenersi entro i seguenti cinque giorni (art. 252 del Codice);

  • il giudice dispone l’affidamento pre-adottivo del minore alla coppia per un periodo non superiore a un mese e ordina all’équipe interdisciplinare di seguire questa fase e di inviare una relazione conclusiva alla scadenza del periodo indicato (art. 253 del Codice);

  • se la relazione ha carattere positivo, viene fissata l’udienza conclusiva della procedura, nel corso della quale il giudice deve procedere all’ascolto del minore, tenendo in considerazione la sua età e il suo grado di sviluppo (art. 254 del Codice);

  • raccolti i consensi del Garante e della coppia, il giudice emette la sentenza di adozione (art. 254 del Codice);

  • eseguite le iscrizioni negli appositi registri e ottenuti i documenti necessari, la coppia può lasciare il Paese con il minore.

Post-adozione

L’ente autorizzato trasmette al VIO le relazioni concernenti l’integrazione del minore, che devono essere redatte con cadenza semestrale per due anni (art. 103 del Codice).

Normativa di riferimento

Link


Link ed allegati