L'abbinamento

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La delicata fase in cui tutto diventa reale.

In pratica cosa succede? 
La proposta di abbinamento viene inviata, insieme alla scheda informativa del bambino (la scheda può contenere anche informazioni sanitarie a seconda delle richieste del Paese d’origine) all'ente che avete incaricato. Verrete costantemente informati, e qualora il Paese di origine del bambino lo consenta, potrete chiedere anche approfondimenti ulteriori, ma alla fine dovrete fare una scelta e decidere se incontrare o meno il bambino. Alcuni Paesi d’origine, che non hanno ratificato la Convenzione dell'Aja, potrebbero seguire  procedure diverse. Per esempio, segnalano un nominativo di un minore disponibile all’adozione e invitano la coppia a conoscerlo personalmente per eventualmente decidere se proseguire o meno con l’abbinamento.

Possono esserci particolari problemi? 
Questa fase è psicologicamente molto delicata: è infatti il momento dove si affronta la realtà che potrebbe essere anche abbastanza lontana dalle vostre aspettative. Il periodo di permanenza all'estero servirà proprio a dipanare incertezze e contrasti interiori e a conoscere meglio il bambino.

Come si conclude questa fase? 
Se gli incontri con il minore si concludono con un parere positivo, viene completata nel paese straniero la procedura prevista per l’adozione internazionale.  Successivamente alla sentenza di adozione emessa nel paese di origine, l’ente procede con il richiedere alla Commissione per le adozioni internazionali, l’autorizzazione all’ingresso e alla residenza permanente in Italia del minore. Con questo documento, la coppia è autorizzata al rientro in Italia con il bambino, previo rilascio del visto di adozione che emette l’autorità consolare italiana nel paese del minore.

Se gli incontri non si concludono positivamente, l'ente autorizzato informa la Commissione per le adozioni internazionali in Italia con una relazione circa  i motivi per i quali l'abbinamento non ha avuto esito positivo. La relazione è indispensabile per valutare se la coppia possa continuare a procedere l’iter adottivo.